quanto dura la caduta
io, che ho già finito la pazienza
ma non ancora
la paura.
se avessi la bocca di un serpente
la tua sarebbe pelle dura
e non basterebbe la pazienza
cedo avvelenato, a poco a poco
dalla distanza.
ci vogliono risorse
per imbarcarsi in queste imprese.
una nave arenata nel deserto
non va avanti,
non affonda,
ma puoi rimanere a guardare
mentre tutto il resto brucia.
ci vuole liquido da piromani
nelle vene
un carburante che diventa oceano,
per un viaggio notturno.
Come sulle frequenze di una radio,
è tutto in onda,
ma è tutto troppo al largo per tornare.
Stare a galla non salva
non dalla solitudine.
l’oceano di quiete è materia salata
lava via ogni buon odore
prima o poi.
l’approdo è
duro calcolo
resistenza e fortuna,
acqua dolce è
la saliva
che ti ha condotto in mare aperto.
bocca a bocca
va a fondo,
ma non tocca.
ti guardi allo specchio
e stenti a riconoscerti.
lo hai comunque in bocca, per quanto sgradevole,
un senso di appartenenza.
non c’è un’altra parte
da cui stare,
anche fosse quella in cui stai, quella sbagliata.
qualche volta
è così, lo sai.
non puoi fare a meno di inghiottire
se non vuoi farti mandare giù
e digerire.
la vita, ha uno stomaco forte
e li caca tutti i giorni
stronzi come noi